Senza regole gli antibiotici non funzionano

21.01.2019

Non è più una previsione per il futuro, ma sta accadendo ora in tutto il mondo: l’antibiotico-resistenza è un problema reale e il rischio di ricadere in un’era pre-antibiotica, dove infezioni comuni e malattie minori possono tornare ad essere letali, si configura come una possibilità concreta seppur nel 21° secolo.

E’ quanto emerge dal rapporto globale sull’antibiotico-resistenza realizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e quanto riportato anche dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) che celebra in tutti i Paesi UE la settima Giornata Europea degli Antibiotici per sensibilizzare la popolazione generale e gli operatori sanitari sul problema purtroppo crescente della resistenza dei batteri agli antimicrobici.

Come confermato dai dati del Rapporto dell’Osservatorio AIFA sull’impiego dei Medicinali (OsMed) 2013, in Italia vi è un uso eccessivo degli antibiotici, che pone un rischio sia individuale (per l’esposizione a possibili reazioni avverse) sia collettivo per la salute pubblica e il sistema sanitario. Le condizioni cliniche per le quali si osserva un impiego di antibiotici più frequentemente inappropriato sono le infezioni acute delle vie respiratorie: nell’80% dei casi però la causa è di tipo virale, pertanto l’uso dell’antibiotico è del tutto inutile.

E proprio questo è uno dei messaggi principali della campagna di comunicazione AIFA: non usare gli antibiotici per curare virus o raffreddori e assumerli solo se necessario. Una volta iniziata la terapia, poi, è fondamentale attenersi scrupolosamente alle indicazioni di dosi e durata, perché interrompere arbitrariamente il trattamento prima del tempo rende i batteri sempre più “forti”. 

Qual è la gravità del problema?
La situazione sta peggiorando in quanto stanno comparendo nuovi ceppi batterici resistenti contemporaneamente a più antibiotici; in questo caso si parla di batteri “multiresistenti”. Con il tempo questi batteri possono diventare resistenti anche a tutti gli antibiotici in circolazione. Senza antibiotici, si tornerebbe indietro all’epoca “pre-antibiotica” in cui non sarebbero più possibili trapianti d’organo, chemioterapie anticancro, terapie intensive e altre procedure mediche. Le malattie di origine batterica si diffonderebbero, non potrebbero essere più curate e sarebbero quindi mortali.

Cosa si può fare per risolvere il problema?
Tutti possono e devono contribuire a far sì che gli antibiotici mantengano la loro efficacia. Un uso responsabile degli antibiotici può contribuire ad arrestare il fenomeno, assicurando l’efficacia degli antibiotici anche per le future generazioni. Su questa base, è importante sapere quando è appropriato prendere gli antibiotici e come prenderli in modo responsabile. Le campagne di sensibilizzazione dei cittadini già condotte con successo in alcuni paesi hanno portato ad una riduzione del consumo degli antibiotici.

- Seguire le indicazioni del medico sull’assunzione degli antibiotici.
- Se possibile, prevenire le infezioni attraverso le vaccinazioni.
- Lavarsi sempre le mani e assicurarsi che anche i bambini lo facciano, ad esempio dopo aver starnutito o tossito e prima di toccare cose o persone.
- Usare solo gli antibiotici specificamente prescritti dal medico e non gli antibiotici rimasti da una terapia precedente oppure ottenuti senza ricetta.
- Chiedere al farmacista come smaltire i medicinali non utilizzati.

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